La Cooperativa.

La Cooperativa

ITER è una cooperativa di costruzioni che trae le sue origini dalla storia di organizzazione associativa dei lavoratori della provincia di Ravenna, che ha visto nella seconda metà del secolo scorso la nascita delle prime esperienze cooperative.

Nel corso delle loro esperienze imprenditoriali, fra queste cooperative maturarono diversi e successivi processi di fusione che portarono nel 1989 a dar vita a “ITER – Cooperativa Ravennate Interventi sul Territorio”, una impresa dalle dimensioni e potenzialità adatte a competere con successo nel mercato nazionale ed europeo.




Segno di questa presenza sul territorio italiano sono, oltre alle sedi principali di Ravenna e Lugo di Romagna, gli uffici periferici permanenti a Roma, Torino, Palermo, Cagliari e Fasano (Brindisi). A Torino e Palermo, ove il radicamento è consolidato da tempo, sono attive anche proprie sezioni soci.


Nel 1999 è stato celebrato, all’insegna del logo 10-100, l’anniversario dei primi dieci anni di ITER e di oltre cento anni di cooperazione in edilizia, a testimonianza di questo lungo percorso sociale ed imprenditoriale, che ha garantito lavoro, ricchezza e sviluppo.

Questa pluridecennale esperienza ha permesso ad ITER di affermarsi fra le prime aziende italiane di costruzioni.

Come impresa generale di costruzioni opera sia nel settore privato che pubblico, particolarmente nelle grandi opere infratrutturali e civili. Le qualificazioni acquisite, la esperienza maturata e le professionalità che direttamente possiede a tutti i livelli, le consentono un’operatività a pieno campo nel settore, direttamente o con le opportune forme consortili.

Visita il sito ufficiale della cooperativa: www.itercoop.com



La storia della Cooperativa ITER

ITER è una cooperativa di costruzioni che trae le sue origini dalla storia di organizzazione associativa dei lavoratori della provincia di Ravenna, che ha visto nel 1883 la nascita delle prime esperienze cooperative.

Al finire del 1800 erano presenti cooperative edili in molte cittadine delle tre aree del ravennate: Ravenna, Lugo e Faenza. Nel corso degli anni, fra queste cooperative maturarono diversi e successivi processi di fusione che portarono nel 1989 a dar vita a ITER - Cooperativa Ravennate Interventi sul Territorio, un'impresa dalle dimensioni e potenzialità adatte a competere con successo nel mercato europeo. ITER opera in tutto il territorio nazionale ed ha proprie sedi fisse a Bologna, Cagliari, Fasano (Brindisi), Milano, Palermo, Roma, Torino. Le sedi principali sono a Ravenna e a Lugo di Romagna, sede legale ed operativa.

ITER ha ottenuto nel 2000 la Certificazione del Sistema di Qualità Aziendale secondo UNI EN ISO 9001.

Un secolo di cooperazione edile

La nostra cooperativa ha dedicato il 1999 alla celebrazione dei 10 e 100 anni di storia della ITER. Non è un gioco di parole. L'ITER, infatti, è sorta dieci anni fa dalla fusione di due cooperative: la Cooperativa Ravennate Costruttori di Mezzano (C.R.C.) e la Romagnola Edil Strade Cooperativa di Lugo (RES Coop), che a loro volta avevano incorporato una quindicina di cooperative locali che da circa un secolo operavano nel territorio ravennate. Si sommano, dunque, nella ITER percorsi sociali ed economici diversi. Nei primi decenni prevalgono esigenze di difesa, sopravvivenza e riscatto delle classi più povere. In seguito, particolarmente dopo la parentesi del ventennio fascista, l'azienda cooperativa assume aspetti economici ed organizzativi sempre più rilevanti e complessi, sia in ambito locale che nazionale.

È un percorso di grandi sacrifici, oggi impensabili, realizzato solo grazie alla tenacia, all'attaccamento e allo spirito solidaristico dei protagonisti. Ancora nei decenni successivi all'ultimo dopoguerra i salari venivano autoridotti e i soci non mancavano di prestare gratis parte della loro attività per sostenere la cooperativa o per opere di pubblica utilità. Questo straordinario impegno collettivo nasceva dall'orgoglio di essere padroni del proprio lavoro. Le scelte di gestione erano assunte in assemblea generale, rigorosamente dopo cena o nei giorni festivi. È stato grazie all'impegno, in buona parte gratuito, di tutti questi uomini e donne, che oggi possiamo essere orgogliosi del risultato raggiunto: è a loro che noi cooperatori odierni e tutta la comunità dobbiamo gratitudine, piena e sincera.

La sede di Lugo (RA)

La Sede Operativa e Amministrativa di ITER ha collocazione nel Comune di Lugo (Ravenna) in un edificio significativo e prestigioso dal punto di vista architettonico e funzionale. Progettata dal noto Architetto Sergio Lenci, fu inaugurata l'8 ottobre 1976. La decisione di procedere alla sua costruzione fece immediatamente seguito alla costituzione di RESCOOP, nata dalla fusione delle cooperative edili del lughese e faentino, rappresentando simbolicamente l'impegno collegiale per una nuova impresa cooperativa unita e di rilievo nazionale. Con la unificazione di RESCOOP e CRC di Mezzano, l'edificio è divenuto sede operativa e amministrativa della nuova Cooperativa ITER. Nel 1978 iniziarono poi i lavori per la costruzione di un imponente Auditorium in grado di ospitare circa 700 persone. Negli anni 90 poi fu aggiunto un tunnel di collegamento e nuovi uffici fra la sede del custode e l'edificio principale. Di seguito si pubblica una nota del Geometra Dante Buscaroli che all'epoca, socio RESCOOP, collaborò con il progettista Architetto Sergio Lenci.

Nel 1975 la RESCOOP, dovendo costruire la sua nuova sede tecnico-amministrativa, affidò la progettazione al Prof. Arch. Sergio Lenci, docente di composizione alla Facoltà di Architettura di Roma, con la collaborazione del Geom. Dante Buscaroli quale responsabile dell'Ufficio Calcoli e Progetti della stessa RESCOOP.

L'esperienza progettuale a disposizione della Cooperativa tramite il proprio tecnico in merito ai nuovi sistemi costruttivi industrializzati e l'interpretazione creativa dell'Arch. Lenci, creò "il clima ideale per elaborare i disegni in una atmosfera di sereno dialogo, con l'obiettivo di incentivare anche qualitativamente la produttività cooperativistica" come ebbe a commentare lo stesso architetto in una pubblicazione nell'Espresso del novembre 1976 n. 45 in un articolo di Bruno Zevi.

Il sistema tecnologico adottato per progettare e costruire la sede, che poi diventa dal 1989 la Sede Operativa della ITER, è il coffrage-tunnel, metodo a casseforme metalliche, dotato di meccanismi per l'assemblaggio e lo scorrimento che consente di approntare intelaiature di cemento armato anche a luci variabili. L'intero complesso architettonico è formato da un corpo uffici per circa 120 posti lavoro e dal corpo auditorium per 600 posti a sedere distribuiti ad anfiteatro e relative aule e servizi complementari.

Questo tema, rappresentato attraverso un continuum di vani, esalta il rapporto interno-esterno allo scopo di recuperare il verde e la campagna circostanti quali elementi protagonisti dell'ambiente di lavoro. I soci della RESCOOP avevano chiesto un progetto che fosse innanzi tutto una invenzione architettonica, un organismo che, utilizzando le loro tecnologie, contenesse i germi di molteplici possibilità tipologiche; quali uffici, scuole, centri culturali e sociali, e fosse esemplificativo di una ampia flessibilità concettuale e formale. Il progetto esecutivo è consistito nel rifuggire dalla concezione standardizzata del blocco per uffici composto da un corridoio centrale con stanze a destra e a sinistra.

A questo si sono sostituiti la trasparenza e l'indeterminatezza di uno spazio globale formato da fasce parallele ma aperte.

Canali larghi sette metri, tagliati "contro vena" da un grande squarcio alto tre piani e illuminato direttamente mediante un traliccio metallico che sorregge prismi piramidali di plexiglas.

Si ottiene così, sul percorso d'ingresso, una vastissima cavità in costante rimando con tutti i settori a destinazione specifica.

La composizione architettonica prende avvio dall'analisi dei contenuti, senza riferimento ad automatismi morfologici più o meno arbitrari. La sede della ITER a Lugo di Romagna concreta le invarianti fondamentali del codice anticlassico: l'inventario delle funzioni, le indispensabili asimmetrie che ne discendono, la tridimensionabilità antirinascimentale, la scomposizione neoplastica, la temporalità spaziale e la reintegrazione fra edificio e territorio, pur essendo eseguita con una tecnologia ritenuta molto rigida, a dimostrazione che la stessa non è condizionata da un unico procedimento progettuale.