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Un secolo di cooperazione edile: i muratori del Ravennate dagli albori del '9OO alla nascita della ITER

Volume di Fiorenzo Landi - 1999

La nostra cooperativa ha dedicato il 1999 alla celebrazione dei 10 e 100 anni di storia della ITER. Non è un gioco di parole. L'ITER, infatti, è sorta dieci anni fa dalla fusione di due cooperative: la Cooperativa Ravennate Costruttori di Mezzano (C.R.C.) e la Romagnola Edil Strade Cooperativa di Lugo (RES Coop), che a loro volta avevano incorporato una quindicina di cooperative locali che da circa un secolo operavano nel territorio ravennate.

Si sommano, dunque, nella ITER percorsi sociali ed economici diversi. Nei primi decenni prevalgono esigenze di difesa, sopravvivenza e riscatto delle classi più povere. In seguito, particolarmente dopo la parentesi del ventennio fascista, l'azienda cooperativa assume aspetti economici ed organizzativi sempre più rilevanti e complessi, sia in ambito locale che nazionale.

È un percorso di grandi sacrifici, oggi impensabili, realizzato solo grazie alla tenacia, all'attaccamento e allo spirito solidaristico dei protagonisti.

Ancora nei decenni successivi all'ultimo dopoguerra i salari venivano autoridotti e i soci non mancavano di prestare gratis parte della loro attività per sostenere la cooperativa o per opere di pubblica utilità. Questo straordinario impegno collettivo nasceva dall'orgoglio di essere padroni del proprio lavoro. Le scelte di gestione erano assunte in assemblea generale, rigorosamente dopo cena o nei giorni festivi. È stato grazie all'impegno, in buona parte gratuito, di tutti questi uomini e donne, che oggi possiamo essere orgogliosi del risultato raggiunto: è a loro che noi cooperatori odierni e tutta la comunità dobbiamo gratitudine, piena e sincera.

Spesso la cooperazione è percepita, specialmente dall'esterno, come un valore sociale di indiscusso rilievo, ma, come modello economico, è ritenuta poco efficiente. La storia della ITER dimostra il contrario.
Certo vi sono stati talvolta, e probabilmente vi sono tuttora, contraddizioni, errori, lentezze nell'adeguarsi al nuovo, ma il segno dominante è quello della formazione di una impresa che ha saputo stare al passo ed evolversi, divenendo, nel settore delle costruzioni, un soggetto economico fra i primi in Italia, sopravvivendo alle crisi senza mai smarrire la sua specificità cooperativa.

Da questo punto di vista è l'impresa capitalistica e privata che ha dovuto ricredersi: la grande attenzione ora riservata alla partecipazione responsabile, compresa la compartecipazione azionaria, e alla condivisione dei valori aziendali da parte dei lavoratori dipendenti hanno costituito da sempre autentici punti di forza della cooperazione.

Il protagonismo imprenditoriale dei soci lavoratori, il confronto democratico non sono stati di ostacolo, ma bensì di supporto ad una maggiore efficienza imprenditoriale. A ciò va aggiunta la specificità prima di una cooperativa che è il patrimonio fondato sulle riserve indivisibili fra i soci frutto del contributo di più generazioni di lavoratori.

Per questo i sacrifici non sono stati vani, perché hanno portato lavoro, reddito e crescita sociale e consentito la nascita di una impresa solida, patrimonio effettivo di tutta la comunità.

Novembre '99

Giancarlo Ciani
Presidente Cooperativa ITER
   

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